come un avvento

Il primo ricordo che mi lega alla musica ha un raggio d’azione velocissimo, molto chiaro. Era un giorno di festa e guardavo una banda passare. Non avevo compiuto ancora tre anni. Una signora disse a mio padre: “Ma guardi come batte a tempo il piede suo figlio, da grande diventerà un musicista!”. Ho subito buttato lo sguardo sul mio piede divertito. Di questo momento ho il rimando di una voce gentile e l’immagine della mia scarpa.

Sempre a tre anni mi piacevano 3 sigle dei cartoni animati e ognuna per un motivo diverso.

1- Daitarn IIIHaran Benjo e le sue fidanzate (almeno per me). Riporto un pezzettino di frase che mi sono legato a vita: “Con l’aiuto del Sole”. Per i patiti di questo cartone non c’è nulla da spiegare.

2- MegalomanAvevo molta paura di questo super eroe. Il ritornello della sigla con quel “me me ga ga lo lo man” aveva qualcosa di ipnotico.

3- MonkeyTrema il Mandarino per il suo destino”. Il cartoon non lo ricordo, mentre la frase che ho riportato la canticchiavo sempre. Da quel momento credo sia sbocciato il mio amore per i mandarini. Per “Mandarino” io intendevo il frutto, ignoravo il doppio significato.

Nello stesso periodo ho visto per la prima volta in televisione il video dei Pink FloydThe Wall. Ero cosciente di essere davanti a qualcosa di grande e “grigio” e la causa di quel colore non era la televisione in bianco e nero. Nel video il sole era assente, tutto mi sembrava enorme. Ero estasiato mentre guardavo i ragazzini e ascoltavo le loro voci.

 

Ciò che racconto ora non riesco a datarlo, ma di sicuro non andavo ancora a scuola. Avevo ricevuto in regalato un'armonica a bocca giocattolo con disegni colorati sulla lamiera. Il bordo del legno era rosso. Un pomeriggio, mentre giocavo tra le vie di un borgo, ho sentito arrivare da un porticato il suono di una band a fiato. Ho preso l'armonica e seguendo la musica mi sono ritrovato, in casa altrui, dentro uno stanzone con gente che stava provando e mi sono messo a suonare con loro. Per nulla stupiti, quando si sono accorti di me, non hanno interrotto il pezzo, mi guardavano e sorridevano. Credevo di saper suonare.

Due giradischi hanno caratterizzato l’inizio della mia cultura musicale: l’Europhone e il Prandoni. I dischi di papà li sentivo a casa sull’Europhone, mentre i 45 giri di mamma si trovavano dai nonni e di conseguenza li ascoltavo sul loro Prandoni. Papà e mamma, per quanto riguarda le mie influenze musicali, hanno avuto indirettamente una grande responsabilità su quello che sarei poi diventato. L’Europhon, a detta di mia madre, l’aveva comprato papà di seconda mano a centocinquantamila lire. Soffermerò ora la mia attenzione su tre 45 giri:

1- Blondie – Heart Of Glass. Canzone orecchiabile, ma il mio interesse era rivolto soprattutto all’immagine di copertina: una ragazza carina che leccava un disco. Pensavo sempre: “Ma non si è tagliata la lingua?”.

2- Village People – Macho Macho Man. Non conoscevo ancora Y.M.C.A. scritta l’anno precedente. Il suo ritornello con quel “Macho Macho Man” era davvero forte.

3- Patrick Hernandez – Born To Be Alive. Tutte le volte che la canzone arrivava al primo “to be alive”, spostavo in avanti un po’ la puntina perché il disco s’incantava. (To be alive – to be alive – to be alive… ci siamo capiti…).

L’Europhon aveva dei tasti per cambiare le modalità di ascolto. Pigiandone uno a caso ne partiva un altro come una molla e sistematicamente cadeva a terra. Mi viene in mente ancora quando passavano per radio Lio con “Amoreux Solitaires”… ne ero completamente rapito.

Il Prandoni è un giradischi spettacolare che funziona ancora oggi. La radio inizia a prendere le frequenze dopo più di dieci minuti che è accesa. Se non sbaglio legge anche i dischi a 78 giri. Lui è legato ai dischi di mia madre, una fan sfegatata di Gianni Morandi. Ancora oggi sono dentro questo porta 45 giri, ma non hanno la copertina. Le ho chiesto più volte il perché, ma non se lo ricorda. Ecco i tre preferiti:

1- Nino Ferrer - Mamadou Meme (incluso il lato b con “il baccala”). Sono convinto che queste canzoni, se fatte ascoltare, piacciano anche ai bambini di oggi. Non ho mai capito chi fosse veramente Mamadou Meme, era un amico e mi bastava. Tra le note vedevo una storia dalla fantasia meravigliosa, che riuscivo perfettamente a seguire e nella quale gongolavo. “Il baccalà”, anche solo per l’intro, era per me una “canzone d’azione” e poi parlava di una gita, io ho sempre adorato le gite.

2- Adriano Celentano - la tana del Re. “Devi capire che da quando e nato il mondo la donna non sta da pari all'uomo, anche se vuole portare i pantaloni”. Una frase maschilista che mi faceva ridere perché frutto di un capriccio amoroso. Provavo un gusto particolare nel cantare sopra al “dimmi dimmi dimmi dimmi dimmi dimmi che tu”. Ho articolato in modo “logopedico” tante volte questo testo, a tratti era molto veloce e volevo saperlo tutto.

3- Lucio Battisti - 7 e 40. Il giro di basso iniziale, il cambio di tempo, il “presto presto”, “le valige” e tutto il resto. Un 45 giri che ho tritato.

In seconda elementare ho scritto il primo testo di una canzone (aveva anche una melodia) e ho messo quel foglietto sotto il banco di una bimba, ma lei non se n'è nemmeno accorta. Ricordo di non essermi firmato, era l'inizio.

 

Comments

grazie Micky!
É bello leggere le emozioni degli amici.